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Fenomeni di autoaccensione

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Di seguito proponiamo gli estratti di una perizia effettuata su un motore Opel (tipo Z 17 DTH, 1.7 litri).

Il propulsore in questione è stato fornito rettificato ad un’officina la quale, in fase di installazione, ne ha subito dichiarato una difettosità di funzionamento.

Difetto lamentato:

il motore, dopo essere stato in moto a regime di minimo, in seguito ad un’accelerata di prova da parte dell’installatore, ha improvvisamente incrementato il regime di rotazione e si è mantenuto in moto per alcuni secondi nonostante il disinserimento della chiave di accensione.

Analisi tecnica visiva:

1)    Da una prima analisi visiva si riscontra un’ingente quantità d’olio depositatasi nel collettore di aspirazione (immagini 1.a ;1.b).

2) Non si osserva alcuna traccia di lubrificante alla mandata del compressore.

3) Procedendo con lo smontaggio dei particolari, si rileva un notevole danneggiamento degli ugelli degli iniettori (immagine 3.a). In particolare vi è l’ugello dell’iniettore del primo cilindro completamente distrutto (immagine 3.b).

4) Rimuovendo la testata, si è riscontrata una notevole quantità d’olio depositatasi sul cilindro, inoltre parte del materiale del primo e del terzo pistone risulta essere rimosso (immagine 4.a). Sulla testata invece sono stati riscontrati detriti di alluminio fuso, soprattutto relativamente a questi due cilindri (immagine 4.b).

Esito analisi tecnica

Dall’esame effettuato in precedenza, il problema lamentato è imputabile alla mancata pulizia del circuito di immissione aria nel motore. L’afflusso d’aria in mandata ha trascinato un’ingente quantità d’olio la quale ha provocato un’autoaccensione del motore. Quest’ultima, causando un’eccessiva temperatura e l’innalzamento incontrollato di pressione, risulta essere il motivo della rottura dello spillo dell’iniettore del primo cilindro. L’accensione non controllata ha altresì provocato l’asportazione di materiale dalla testa del pistone, materiale che ritroviamo depositato sulla testata.

Conclusioni

Il motore in questione è stato consegnato ad un autoriparatore che lo ha installato senza tenere in considerazione le normali procedure necessarie.

E’ buona norma infatti controllare con attenzione e revisionare tutti i vari componenti/impianti non forniti con il propulsore.

Nel caso appena analizzato, la rottura del vecchio propulsore ha imbrattato d’olio il circuito di mandata della sovralimentazione, provocando il danneggiamento del nuovo motore.

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