News

eRoadArlanda: quando è la strada a ricaricare i veicoli

Lettura stimata: 2 minuti
eRoadArlanda: quando è la strada a ricaricare i veicoli

eRoadArlanda è una delle realtà più sostenibili nel settore dei trasporti su strada. Inaugurata qualche settimana fa in Svezia, la strada è in grado di caricare le vetture in corsa. Stoccolma punta in alto per una circolazione davvero green.

Con eRoadArlanda l’auto elettrica si ricarica sulla strada. Ecco come funziona

Vicino all’aeroporto di Stoccolma, per circa 2 km, la carreggiata da percorrere ha qualcosa di molto innovativo. Il tratto di strada, infatti, è il primo ad essere dotato di un sofisticato meccanismo per caricare auto elettriche.

Nella sfida per la sostenibilità ambientale del Paese nordico, eRoadArlanda è davvero incredibile.

Grazie a questo sistema intelligente, infatti, le vetture elettriche – auto e camion – possono ricaricare la loro batteria direttamente dalla strada percorsa. L’ingegnosa trovata si basa su una rotaia posizionata al centro della carreggiata. Un braccio mobile attaccato sul fondo della macchina si collega alla rotaia e riceve energia elettrica.

Il movimento su strada del veicolo genera il trasferimento energetico. Quando la vettura si ferma, anche il sistema si disconnette.

Inoltre, tramite un sistema avanzato, il meccanismo calcola i consumi di ogni automobile, da addebitare per il pagamento.

Ecco come funziona:

La strada intelligente costa poco e riduce l’inquinamento

eRoadArlanda promette diversi vantaggi. I costi per la disposizione delle rotaie sono piuttosto bassi, circa 1000 euro per km. La linea tramviaria urbana, per esempio, ha un prezzo 50 volte più elevato.

L’obiettivo della Svezia è di dotare tutta la rete stradale nazionale di questo innovativo meccanismo di ricarica. Si potrà raggiungere, così, l’ambizioso traguardo della riduzione del 70% di Co2 nel 2030.

Per approfondire:

Eroadarlanda.com – Sito ufficiale

Fonte immagine in evidenza: video ufficiale youtube

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *