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Citroen C3 1.4 HDI, problematiche assi a camme

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La modalità d’accoppiamento delle camme sui relativi assi, per quanto riguarda buona parte delle applicazioni automotive, è comunemente denominata “ad interferenza”. Questo tipo di accoppiamento meccanico è tale da richiedere che gli assi a camme vengano progettati in modo totalmente diverso rispetto agli assi a camme ricavati per fusione (più frequentemente utilizzati fino a circa i primi anni 2000, periodo dopo il quale ha iniziato a diffondersi sempre maggiormente l’interferenza).

Per entrare più nel dettaglio, gli assi a camme possono essere stampati e bozzati se costruiti in acciaio, oppure fusi in conchiglia o cera persa se in ghisa, e poi lavorati alla macchina utensile.

L’albero a camme ricavato per fusione risulta essere molto massiccio, rigido e più pesante, pertanto sempre meno adatto per la concezione dei nuovi motori, che devono rispondere a sollecitazioni sempre maggiori e al tempo stesso devono pesare il meno possibile, per cercare di ridurre i consumi.

Invece, questo nuovo metodo d’accoppiamento consiste nel fabbricare tutte le relative camme singolarmente, una per una, perfettamente rifinite, cementate, e adeguatamente rettificate da macchina utensile. Il passo successivo può essere quello di infilare una ad una le camme in un tubo di metallo che, mediante un processo di pressurizzazione, si dilaterà fino a deformarsi in modo permanente, andando a bloccare nella giusta posizione per interferenza le camme precedentemente infilate. In questo modo l’asse a camme risulterà più leggero (si ricorda che all’interno è cavo) e più predisposto

alle sollecitazioni a cui viene sottoposto durante il funzionamento del motore. In alternativa, si può invece scaldare la camma (si dilata) e raffreddare l’asse (si contrae), accoppiarli, e attendere il raggiungimento della temperatura di equilibrio, alla quale l’assieme camme-asse risulterà meccanicamente bloccato.

Quando il processo di costruzione è terminato, risulta quasi impossibile distinguere un asse a camme costruito con questa tecnica se non si pone una certa attenzione. Quindi, se l’autoriparatore non è a conoscenza del fatto che una certa vettura adotta questo tipo di tecnologia, può facilmente cadere in errore non riuscendo a dare una risposta corretta a problematiche simili a quella che andiamo a presentare.

 

Su vettura Citroen C3 1.4 HDI, motore 8HX del 2005, a seguito di rottura e successiva sostituzione della cinghia di distribuzione, risulta impossibile far coincidere la fase.

La motivazione di tale strano “fenomeno” è data dal fatto che molto probabilmente, a seguito della rottura della cinghia di distribuzione, una o più camme potrebbero essersi spostate dalla loro posizione di lavoro, non facendo poi più corrispondere le posizioni richieste dalla procedura di messa in fase del motore.

 

Nelle figure appare evidente lo spostamento di alcune delle camme.

 

Bisogna però riconoscere che, se da un lato l’utilizzo di questo albero a camme potrebbe presentare tale problematica, dall’altro, in caso di inconveniente meccanico legato alla distribuzione o allo spostamento di una camma, potrebbe “risparmiare” motore, valvole, eventuali bracci oscillanti ecc…

 

Per sottolineare l’incidenza di problematiche simili, segnaliamo che in quest’ultimo decennio le autovetture che adottano tale sistema si sono moltiplicate: basti pensare che alcune case costruttrici, come ad esempio Opel o Volkswagen, adottavano su alcune motorizzazioni questa tipologia di assi a camme già dai primissimi anni 2000.

 

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