Auto C'era una volta

Storia della trazione anteriore (parte prima)

Lettura stimata: 4 minuti

Permettete di iniziare quest’articolo menzionando l’origine di una parola comune a tutti gli automobilisti: cruscotto. Ebbene questo termine, da principio, indicava la paratia anteriore che proteggeva i cocchieri da eventuale fango o detriti che gli zoccoli dei cavalli dinanzi inevitabilmente alzavano. Su questa paratia era uso appendervi il cibo per gli equini, la crusca appunto.

Questa curiosità per far capire la stretta connessione che vi è, alla genesi, tra auto e carrozze: il concetto era sostituire i cavalli con dei propulsori che rendessero i veicoli semoventi. Quindi sin dagli albori, era opinione diffusa che,  proprio come i cavalli trainano (e non spingono)  la carrozza per ovvi motivi, così il motore e quindi la trazione dovessero essere posti davanti. Questo però rimase a lungo soltanto un’idea nell’immaginario collettivo, di difficile attuazione pratica.

Per quel che concerne la disposizione del motore, dopo i primi esempi di vetture sulle quali questo veniva adagiato dove strutture già esistenti lo permettessero  (sotto il sedile posteriore per la maggiore), già nei primi del ‘900, con “carrozze” concepite ad hoc, si impose la posizione anteriore come architettura standard.

Di seguito l’immagine di quella che viene annoverata come la prima auto con motore anteriore: è una Panhard e Levassor, datata 1891.

Per quanto riguarda la trazione, invece, vi erano degli scogli più grossi da superare: la difficoltà oggettiva stava nel creare un cinematismo atto a trasferire la coppia e sterzare le ruote allo stesso tempo.

Fonti non certe danno ai fondatori della marca austriaca Gräf & Stift la paternità della prima auto con motore a trazione anteriore che, pare, sia stata costruita tra il 1895 ed il 1898 in un unico esemplare.

Più certa è invece l’auto costruita dal signor E.J. Pennington, la New Pennington Victoria del 1898 con la quale si cercò di ovviare alla difficoltà iniziale sopra menzionata, trasferendo il sistema di sterzaggio sulle ruote posteriori in modo da poter rendere motrici quelle anteriori: il risultato finale fu una vettura alquanto instabile ed impossibile da staccare dal marciapiede, se non salendovi su o uscendo in retromarcia!  Di seguito l’immagine del mezzo: il monocilindro da 800 giri al minuto e sviluppante 3 Hp è posto sotto il sedile in posizione orizzontale.

Passando al nuovo secolo si ritrova nell’inventore ed ingegnere Walter Christie un altro valido pioniere della disposizione “tutto avanti”. Questi, utilizzando un sistema di semiassi a doppio cardano, ebbe il merito di creare una soluzione competitiva e l’ambizione di mostrare la validità della sua impostazione tecnologica prendendo parte a varie competizioni : tra le altre partecipò alla Vanderbilt Cup, alla prova di velocità pura di Ormond Beach, al Gran Premio dell’automobile Club di Francia del 1907 (dove fu costretta a ritirarsi al quarto giro.)

La prima vettura, datata 1904, aveva un motore a quattro cilindri in linea in presa diretta con le ruote.

In realtà, l’eccessivo peso sull’asse anteriore e la non perfetta omocineticità trasmessa alle ruote penalizzarono proprio quelle che dovevano essere le principali caratteristiche attribuite all’architettura utilizzata: manegevolezza, tenuta di strada e semplicità di guida.

Quindi, pur rappresentando il più valido esempio di trazione anteriore mai espresso sino ad allora, la soluzione di Christie non ebbe un riscontro commerciale. I tempi ancora non erano maturi.

Continua…

1 commento
  1. AndyJol66
    AndyJol66 dice:

    Ottimo il post, estremamente interessante non ne sono mai venuto a conoscienze di questi esemplari e nemmeno del sistema , complimenti vivissimi all’autore a presto!!!

    Rispondi

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