Auto C'era una volta

FIAT 128 Rally, prove di sportività

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La versione rally del modello 128 vide la luce, in casa FIAT, in virtù del desiderio della dirigenza di non perdere fette di mercato nello stesso segmento, rispetto ad altre case, tra cui Renault e Mini.

Alla versione “Rally” della famigerata FIAT 128, fu affidato l’onore e l’onere di testare l’evoluzione sportiva del propulsore base della versione berlina.

A tale motorizzazione “tranquilla”, da 1.116 cc, presentata nel 1968, FIAT infatti non regalò tutti i cavalli che poteva sostenere, preferendo riservarli alla più rumorosa versione sportiva.

Fu così che, attraverso un aumento di potenza (e qualcos’altro), vide la luce la versione “Rally”, presentata per la prima volta al Salone di Ginevra nel 1971. E fu subito amore: prezzo abbordabile (1.220.000 lire), appeal estetico e buone prestazioni.

Vista anteriore e gruppi ottici

Oltre il logo “Rally” facente bella mostra di se sul bordo anteriore del cofano, lato sinistro, per la carrozzeria e gli interni tra la versione berlina e quella rally l’elenco di differenze non è eccessivamente lungo.

Logo distintivo FIAT 128 Rally

La rally presenta in più: gruppi ottici posteriori tondi, stemmi con gli allori, fendinebbia, bande adesive nere sui fianchi riportanti la scritta “FIAT”, semiparaurti anteriori uniti da una barra che metteva in evidenza le quattro prese d’aria sul muso, sedili in similpelle avvolgenti e reclinabili, finestrini posteriori a compasso, quadro strumenti con contagiri, termometro acqua, voltmetro e manometro olio. A tutto questo potevano aggiungersi, come optional, i cerchi in lega da 13”, l’antifurto, il lunotto termico, le cinture di sicurezza anteriori, l’antenna radio.

Le colorazioni disponibili erano quattro: giallo, grigio artico, rosso e bianco.

Vista posteriore e gruppi ottici

Per quanto riguarda le migliorie tecniche abbiamo: aumento della cilindrata (1.290 cc), carburatore a doppio corpo Weber 32 DMTR 20 al posto del monocorpo, distribuzione a cinghia dentata con albero a camme in testa, profilo camme modificato, accensione tramite spinterogeno e bobina.

In quanto a sospensioni, trovano posto all’anteriore delle geometrie McPherson con barra antirollio, ammortizzatori ad olio e molle coassiali. Sul posteriore si hanno bracci triangolari, balestra trasversale e ammortizzatori ad olio.

L’impianto frenante vede impiegato il servofreno con dischi all’anteriore e tamburi al posteriore, alternatore al posto della dinamo per sopperire ai gruppi ottici con assorbimento maggiore, scudo a protezione della coppa olio.

I rapporti del cambio, quattro più retro, restano invariati.

 

Rispetto alla 128 standard, tutto questo permetteva di raggiungere una velocità massima di 150 km/h, una potenza di 67 CV a 6200 giri al minuto e una coppia massima di 88 Nm a 4000 giri al minuto, una miglior tenuta di strada e una frenata più incisiva. Nota interessante: a dispetto di quanto ci si aspetterebbe, la versione rally offriva prestazioni più corsaiole, ma consumi più parchi, pari a 8,6 litri per 100 km.

 

Per terminare, la FIAT 128 Rally fu oggetto di un aggiornamento nel 1972, e la sua produzione fu portata avanti fino al 1974, anno di avvento del 128 coupè.

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