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L’elettronica e l’idraulica al servizio della diagnosi iniettori.

Lettura stimata: 4 minuti

La vettura non sta in moto in maniera troppo elegante, non ha un regime motore regolare, specie a freddo, si sospetta che gli iniettori non siano più performanti come lo erano tempo addietro. Come fare ad indagare sul problema? Troppo comodo fare affidamento sull’autodiagnosi per individuare uno o più iniettori che lavorano “fuori tolleranza”, e troppo comodo anche (forse non per le tasche) affidarsi ad un banco prova iniettori.

Qualora non si possa fare affidamento ad una strumentazione diagnostica che dia indicazioni sui tempi di iniezione e sulle cosiddette “compensazioni”, risulta comodo procedere per vie parallele, una delle quali, piuttosto innovativa, è quella che andiamo a presentare.

Il caso esemplare, che andiamo ad analizzare, è rappresentato dalla vettura i cui dettagli sono di seguito specificati:

 

Modello                            ALFA ROMEO 147

Motorizzazione                  1.9 JTD 16v

Potenza                           150 CV

Codice motore                  937A5000

Anno                               2006

Chilometri                         324.000

Alfa Romeo 147 1.9 JTD

Alfa Romeo 147 1.9 JTD

Il veicolo in questione presentava una leggera deviazione rispetto ad un regime regolare, riscontrabile a livello auditivo.

Visto il chilometraggio “importante”, è stato deciso di analizzare il lavoro degli iniettori dal punto di vista della quantità di gasolio iniettata e della “qualità” dell’iniezione, nonché del recupero degli iniettori.

Si è quindi deciso di far uso di un trasduttore di pressione per uso automotive, mediante il quale è possibile misurare sia le pressioni di un gas, che quelle di un fluido.

Il trasduttore, dopo essere stato settato per misurare un range di pressioni dell’ordine del bar, è stato collegato in parallelo (o “collegamento a T”, che dir si voglia). Si ricorda che, a parte alcuni casi particolari, la pressione del circuito di ritorno gasolio è di qualche frazione di bar.

Il collegamento è stato effettuato come raffigurato.

Collegamento idraulico trasduttore di pressione sul ramo del ritorno iniettori

Collegamento idraulico trasduttore di pressione sul ramo del ritorno iniettori

Collegamento idraulico trasduttore di pressione sul ramo del ritorno iniettori ritorno iniettori, dettaglio

Collegamento idraulico trasduttore di pressione sul ramo del ritorno iniettori ritorno iniettori, dettaglio

Il trasduttore è stato collegato in maniera tale da poter misurare l’andamento della pressione sul circuito di ritorno del gasolio, ma senza interferire. Appunto, in parallelo.

Andando ad effettuare la misura, notiamo fin da subito che gli andamenti dei recuperi sui quattro iniettori hanno caratteristiche ben differenti. Vediamo in dettaglio.

La schermata che segue mostra in verde il comando in corrente dell’iniettore 1, prelevato con pinza amperometrica (assorbimento max circa 19A), e in blu l’andamento della pressione sul circuito di ritorno del gasolio. Il comando dell’iniettore è stato prelevato solamente per individuare il periodo di tempo che intercorre tra una iniezione e la successiva, all’interno del quale ci sono per forza di cose (non visibili sull’oscillogramma), anche le iniezioni degli altri tre iniettori.

Schermata oscilloscopio misurazione pressione su ritorno gasolio

Schermata oscilloscopio misurazione pressione su ritorno gasolio

La schermata precedente non è particolarmente interessante, ma se si effettua lo zoom su un periodo di tempo tra due iniezioni successive, appare evidente l’utilità di questo test.

Infatti nella schermata sottostante è possibile vedere come la pressione sul circuito di ritorno si comporti differentemente al variare dell’iniettore comandato. In corrispondenza dell’iniettore 4 si ha un andamento fortemente instabile e altalenante della pressione, indice di un’incipiente problematica all’iniettore stesso.

Schermata oscilloscopio misurazione pressione su ritorno gasolio, dettaglio

Schermata oscilloscopio misurazione pressione su ritorno gasolio, dettaglio

Per quanto riguarda gli altri iniettori si può dire che il primo e il secondo lavorano piuttosto bilanciati, il terzo anche, ma con un comportamento meno pulito.

A riprova di questo test riportiamo anche la schermata di autodiagnosi relativa alle compensazioni e la prova dei recuperi degli iniettori, eseguita a motore caldo, lasciandolo girare per un paio di minuti.

Schermata autodiagnosi compensazioni iniettori a motore caldo

Schermata autodiagnosi compensazioni iniettori a motore caldo

Recuperi iniettorI

Recuperi iniettorI

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