Analisi tecniche

Fiat Ducato e Impianto AdBlue: Quali Problemi

Lettura stimata: 4 minuti

Abbiamo analizzato l’impianto AdBlue su uno dei più utilizzati mezzi commerciali leggeri: il Fiat Ducato 2,3 Multijet. Di seguito troverete tutte le problematiche riscontrate e le nostre conclusioni.

Usare gli Impianti AdBlue per ridurre al minimo le emissioni

L’obbligo di portare al minimo le emissioni inquinanti dei motori diesel ha fatto sì che tutti i veicoli, dalla piccola city-car fino al più robusto dei truck, venissero equipaggiati con appositi dispositivi come:

  • Catalizzatore
  • EGR
  • Filtro particolato
  • SCR

In grado di ridurre o convertire le sostanze nocive contenute nei gas di scarico.

Anche i mezzi commerciali leggeri (fino a 35 quintali) fanno uso di AdBlue e, fra questi anche un “best seller” come il Fiat Ducato, equipaggiato con la motorizzazione 2,3 Multijet da 109 kW (tipo motore F1AE3481E), EURO 6.

Scopri Come è Composto l’impianto AdBlue

Vediamo brevemente come è composto l’impianto di questo veicolo Fiat Ducato, e quali sono le problematiche più frequenti.

Il sistema SCR montato a bordo del Ducato prevede i seguenti componenti:

  • Catalizzatore SCR
  • Sensore temperatura gas di scarico a monte del catalizzatore SCR
  • Sonda NOx a valle
  • Iniettore urea
  • Serbatoio urea
  • Riscaldatore tubazione urea
  • Centralina riscaldatore urea

Centralina Impianto AdBlue

Il sistema non è dotato di una propria centralina SCR, ma il software è integrato all’interno della centralina motore.

È prevista invece una centralina separata a sé stante per la gestione del solo riscaldamento del serbatoio e della tubazione di mandata. Tale centralina è ubicata nel sotto-scocca. Il serbatoio e la relativa componentistica a corredo sono ubicati al di sotto di una protezione para-calore nelle immediate vicinanze del serbatoio del gasolio. Rimuovendo tale copertura si accede al serbatoio.

Pompa Elettrica AdBlue

La pompa elettrica si compone internamente di due sotto-pompe

  • la prima di mandata
  • la seconda di recupero urea.

La caratteristica elettrica degli avvolgimenti di ciascuna è la medesima.

Iniettore AdBlue

L’iniettore AdBlue è posto sulla tubazione di scarico poco dopo il filtro DPF, ed è soggetto a facile intasamento da urea.

Nell’immagine sottostante viene mostrato lo stato dell’iniettore appena rimosso dalla tubazione di scarico, per un mezzo con circa 12.500 km.

 

Iniettore AdBlue: Stato delle incrostazioni dopo 12500 km

Iniettore AdBlue: stato delle incrostazioni dopo 12500 km

Intasamento Urea Cristallizzata

L’intasamento da urea cristallizzata è uno dei problemi principali di questo impianto, e può comportare una cattiva iniezione dell’iniettore, quindi una scarsa efficienza del sistema di abbattimento dell’ossido di azoto, con conseguente avaria e recovery motore.

Codici Guasto Impianto AdBlue

In questo caso i codici guasto che si generano possono fare riferimento ad un blocco meccanico dell’unità iniettante, oppure a una scarsa efficienza di conversione degli NOx.

Una seconda tipologia di malfunzionamento può derivare da un problema elettrico alla centralina del riscaldamento dell’agente riducente, posta sotto al pianale vicino all’iniettore dell’urea.

L’errore che in tal caso viene riportato in diagnosi è più specifico:

  • P05ED: Tensione di alimentazione centralina riscaldatore riducente. Anomalia interna componente.

 

Ubicazione Centralina riscaldatore e iniettore AdBlue

Ecco dove si trova la centralina con riscaldatore e inettore AdBlue

Avaria Impianto AdBlue: da cosa può essere causata

L’avaria può essere causata da un danno al cablaggio dell’alimentazione della centralina, oppure dal fusibile da 40 A posto a protezione della centralina stessa, collegato a una derivazione ubicata sulla batteria senza un’apposita piastra.

Ricordiamo che la batteria si trova sul pianale dietro i posti anteriori.

Impianto AdBlue: Fusibile della centralina riscaldatore AdBlue

Ecco il fusibile della centralina riscaldatore AdBlue

Risolvere Avaria Impianto Adblue

Dopo aver ispezionato cablaggio e fusibile, riparare e/o sostituire il componente fuori uso e cancellare il codice guasto memorizzato, ricordandosi di accedere in diagnosi nella centralina motore.

 

Vuoi farci una domanda sugli Impianti AdBlue su Fiat Ducato?

Cosa aspetti, usa i commenti e il nostro autore ti risponderà!

4 commenti
    • Redazione
      Redazione dice:

      Salve Valentina e grazie per il commento.
      i nostri tecnici specificano che la percentuale di AdBlue ancora disponibile e la conseguente autonomia di percorrenza residua sono visualizzabili soltanto tramite strumento di diagnosi, poiché il quadro strumenti non presenta un indicatore del livello. Qualora il livello fosse basso, apparirebbe un messaggio di avvertimento in merito.
      Un saluto dalla Redazione

      Rispondi
  1. Claudio Bianchi
    Claudio Bianchi dice:

    Nella mia Società abbiamo diversi veicoli diesel con ADBLUE . Tutti utilizzano lo stesso prodotto ADBLUE che compriamo dalla stessa società che è la Brenntag e che riporta in etichetta tutte le specifiche dichiarate nel libretto di manutenzione dei veicoli in questione perché il prodotto sia conforme. Quindi tutto regolare come da manuale.
    Uno di questi veicoli si blocca in mezzo alla strada e viene portato col carro attrezzi all’officina FCA diretta non da un concessionario. L’ officina dichiara che la responsabilità è nostra perché dalle loro analisi hanno riscontrato che l’ADBLUE da noi usato non è conforme e che quindi l’intervento (molto costoso) è a nostro carico. Prima di tutto l’ADBLUE da noi usato è assolutamente conforme alle specifiche richieste, lo stesso additivo è usato su altri sei nostri veicoli che non hanno mai subito alcun danno o inconveniente relativo all’ADBLUE cosa non coerente con il concetto di non conformità del prodotto da noi usato ( se non è conforme dovrebbe generare lo stesso problema su tutti i nostri veicoli che lo utilizzano mentre invece vanno tutti bene tranne quello portato all’officina FCA ). Non ci è stata fornita alcuna informazione sull’apparato utilizzato per l’analisi dell’additivo da noi usato e neanche informazioni su chi ha effettuato la certificazione e la taratura dell’apparato (ogni strumento di analisi serio è soggetto a certificazione periodica). Parlando con altri colleghi che possiedono mezzi FCA utilizzanti ADBLUE mi hanno confermato i frequenti blocchi dei veicoli dovuti all’ADBLUE anche se quello utilizzato rispetta tutte le specifiche.
    Cosa devo fare per sapere se posso proseguire ad utilizzare questi veicoli senza incorrere in altri blocchi e conseguenti costi di ripristino oltre che utilizzare prodotti certificati e di marca primaria ? Se la statistica non è un’opinione FCA ha serissimi problemi che sta scaricando per ordine di squadra sull’utente finale. Come posso difendermi dalle accuse non fondate di FCA?
    Per ora abbiamo dirottato l’acquisto di ulteriori veicoli su altra marca che non ha questi problemi, ma perché anche se il prodotto è certificato dobbiamo sottostare alla sentenza della FCA che dichiara una non conformità sulla base di una presunta analisi di cui non abbiamo ne la stampa dell’analizzatore, ne’ la marca e il modello dell’analizzatore ne’ dati sula sua certificazione e taratura periodica ? perché l’FCA può dire qualunque cosa e si da per scontato che sia vera anche senza nessun supporto mentre le nostre dichiarazioni e quelle della società chimica tedesca sono ritenute false anche se dichiarate sulle confezioni con tanto di certificazione ?
    Questa storia non riesco a digerirla.

    Rispondi
    • Redazione
      Redazione dice:

      Salve, e grazie per il suo commento dettagliato. Non avendo alcun dato tecnico in merito alle motivazioni che hanno portato al respingimento della pratica da parte dell’officina ma considerando soltanto quanto da lei riportato, il nostro ragionamento rappresenta soltanto un’ipotesi, che elenchiamo in 3 punti:
      1 – Prima di tutto, bisogna avere la certezza che sul veicolo sia stato utilizzato effettivamente soltanto il prodotto da lei indicato e non ci siano stati dei rabbocchi con altri prodotti o addirittura con altri liquidi (carburante o altri additivi, visto che il tappo di riempimento AdBlue si trova accanto a quello del carburante);
      2 – Si può ipotizzare che l’officina, analizzando il tipo di rottura avvenuta sul componente insieme a quanto riportato dalla diagnosi elettronica, abbia attribuito la causa del problema proprio al prodotto utilizzato, senza una effettiva analisi chimica dell’AdBlue (probabilmente la documentazione che lei cita in merito all’analizzatore non è stata prodotta);
      3 – Dopo aver recuperato le specifiche del prodotto da lei utilizzato, le specifiche del prodotto dichiarate da casa madre, tutte le ricevute di acquisto del prodotto AdBlue, può rivolgersi a un legale che sicuramente saprà come procedere.
      Un cordiale saluto dalla Redazione

      Rispondi

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